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“Da Manhattan a Cefalù”…con Santi Scarcella

Riuscire a conciliare “l’alto e il basso” è cosa della quale sono capaci solo i bravi Artisti.

Essere colti, musicalmente e non , ma planare con leggerezza sulle cose; veicolare la musica e la cultura musicale con l’appeal del bravo comunicatore e con credibilità sostanziale ; riuscire a fare ricerca musicale, con il chiaro intento di far passare l’ universale messaggio della musica: non esistono generi, non esistono delimitazione, separazione, esiste la Musica e ciò in cui essa affonda le proprie radici, i sentimenti universali dell’essere umano e la sua storia.

Mi sembra proprio questo il ritratto artistico di Santi Scarcella, pianista jazz, cantautore, insegnante di musica ed imprevedibile comunicatore.

E questo mi è sembrato il senso ultimo del suo ultimo progetto discografico, “Da Manhattan a Cefalù”, che il 21 Agosto Santi porterà presso l’anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea, lui messinese, che vive a Roma e che ha fortemente voluto questo appuntamento estivo : “A dimostrazione di una cosa – sottolinea Scarcella- che siamo tutti uguali e che questo provincialismo non serve a niente!”.

Per l’appunto i siciliani cui si riferisce Santi e a cui, in un certo senso, con questo progetto vuole fare un tributo, sono proprio quei migranti che sbarcarono negli States, portando con sè il proprio bagaglio di tradizioni, ma lasciandosi “contaminare” da un mondo musicale affatto distante, concettualmente, dal proprio ; penso inevitabilmente al nesso fra la sofferenza del popolo afroamericano, che dà vita al Blues, e quella del mondo contadino, fatto di terra e fatica : “E’ fondamentale cercare di recuperare quella che è la storia dei siciliani negli Stati Uniti. Stiamo parlando di qualcosa come 28 milioni di siciliani che fra fine Ottocento ed inizio Novecento si sono ritrovati in un mondo totalmente nuovo, contribuendo a costruirlo, in vari ambiti, chiaramente, non solo quello per la musica. “

Da Manhattan a Cefalù” vuole proprio raccontare tutto questo, citando personaggi a dir poco mitici, come Nick La Rocca, ma anche Joe Lovano : “Ricordiamoci che Joe Lovano è uno dei più grandi sassofonisti del mondo ed è originario di Alcara Li Fusi, un paesino di duemila anime, in provincia di Messina – esclama con entusiasmo Scarcella, che non vede l’ora di portare il suo spettacolo alle pendici dell’Etna, innamorato com’è di Catania, non a caso la canzone che apre l’album in questione, intitolata “Tra sabbia e neve”, è proprio ispirata alla città , nella quale il nostro ha conseguito la laurea in Economia, anche se, alla fine, diciamolo pure che, laurea a parte, ha vinto la musica : “Tutti nasciamo con un grido, che è il bisogno di dire che siamo in questo mondo e quindi ognuno di noi ha da esprimere questo grido e l’esigenza di scoprire qual è il motivo per il quale siamo in questo mondo, sicuramente la musica ha un canale preferenziale in questo senso, ci aiuta anche a scoprire chi potremmo essere e cosa dobbiamo diventare.”

 

(articolo di Antonella Insabella)                                     INTERVISTA INTEGRALE ⬇⬇⬇⬇⬇⬇

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