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Lieu/Non Lieu – I non luoghi della mente

lieu-non lieu

Dal 18 al 27 giugno 2017 Ore vernissage sab 17.06 h 18,30
Presso Palazzo Vigo / Lungomare Torre Archirafi – Riposto (CT)

Artisti: Pinuccia Alì / Elisabeth Bister / Branciforte / Dario Buccheri / Lorella Cerquetti / Ilaria Facci / Veronica Francione / Tea Giobbio / Lè Nàbis / Valerio Murri / Antonino Pisano / Federico Pisciotta / Enrico Porro / Viviana Rasulo / Daniela Sales / Loredana Sansavini / Serena Semeraro / Concetta Vernuccio / Marta Viola

Per il vernissage:
Performance “#ADAPTING” di: Claudia Bertuccelli (Oltredanza) e Simona Fichera (Identità Contemporanee)
Video Arte: Christina Gednalske / Nicca Iovinella / Sofia Sguerri

Evento a cura di: Benedetta Spagnuolo
Organizzazione: ARTISTI ITALIANI-arti visive e promozione

L’eclettismo contemporaneo di fotografie, performance, video, istallazioni, pitture e grafiche converseranno con l’atmosfera suggestiva ed accogliente di questa caratteristica location sul mare.

In questo percorso espositivo si vuole evidenziare non solo la relazione dell’uomo rispetto ai propri spazi e comprendere così similitudini e differenze tra il luogo antropologico, in questo caso in francese “Lieu” e il Non-Luogo, rispettivamente “Non-Lieu”, ma anche la concezione di Luogo interiore e quindi in relazione con se stesso.

Molti individui percepiscono più reale e veritiera una situazione dove esiste un vero e proprio “luogo” dove poter relazionarsi e quindi anche “storicizzarsi”, sia con gli altri che con la propria individualità; altri trovano più reale e veritiero un non-luogo, un posto dove l’unica vera relazione è con le abitudini quotidiane, azioni ripetute senza mai sorprendersi, dove tutto si chiude all’interno di uno spazio, come un aeroporto, una stazione, una camera d’albergo.

Per catturarne l’essenza della collettiva bisogna attraversare il concetto di luogo e soprattutto quello di non-luogo.

“Con luogo si identifica un ambito spaziale, determinato materialmente o mentalmente.
I non-luoghi, in contrapposizione ai luoghi antropologici, sono tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici; il non-luogo rappresenta la perdita di centralità e di identità di un luogo: un processo che caratterizza la società post-moderna, metropolitana e globalizzata.”

Il termine “Non-Luogo” viene definito da Marc Augè “quello spazio dove milioni di identità ed individui si incrociano senza entrare in relazione, mettendo avanti tutte le azioni quotidiane, abitudinarie e consumistiche che questi spazi obbligano le azioni”.

I non-luoghi sono prodotti della società, incapace di integrare in sé i luoghi storici che vengono banalizzati e circoscritti in situazioni prive di curiosità ed interesse, quegli spazi insomma che hanno la prerogativa di non essere identitari e relazionali; sono incentrati solamente sul presente e sono altamente rappresentativi della nostra epoca caratterizzata dalla precarietà assoluta, dalla provvisorietà, dal transito e dal passaggio, da un individualismo solitario. Le persone transitano nei non-luoghi ma nessuno li abita.

Rimane interessante il racconto visivo degli artisti davanti, non solo all’azione dei visitatori nei luoghi/non-luoghi, ma anche di se stessi davanti alla loro interpretazione artistica; una doppia evoluzione che crea una sovrapposizione di visioni, reali, irreali, abitudinarie relazioni e conformi accettazioni. Il modo migliore per relazionarsi ai propri “luoghi” quotidiani è conoscere alla perfezione le abitudini dei non-luoghi, una costante dove la personalità si annulla, dove rimane intatta anche la propria ombra e dove si estinguono idee mutevoli.

Il non-luogo riconosce in sé il presente, il luogo riconosce in sé il proprio passato, ed è proprio in questo passaggio che l’artista si racconta attraverso il tempo e soprattutto lo spazio, che sia antropologico o non identitario.