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Affaire Catania, Rapisarda: “Il closing entro aprile”

Scritto dail 9 Marzo 2021

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La serenità non risiede abitualmente a casa del tifoso del Catania, fattosi inquieto negli ultimi tempi per una trattativa estenuante e per un epilogo che non arriva. Corsi e ricorsi storici. L’impressione è di trovarsi sul punto di chiudere da un momento all’altro. Questione di settimane, giorni, ore. Ma la fine, quella vera, non arriva mai. La strada imboccata, però, è quella risolutiva secondo l’avvocato Giuseppe Rapisarda, legale di fiducia di alcune parti coinvolte nella vicenda e, giocoforza, conoscitore del quadro che anima il backstage dei protagonisti.

Dai dati in mio possesso – racconta Rapisarda – c’è un’attività febbrile dei consulenti di Sigi per rispettare le condizioni poste da Joe Tacopina e arrivare al momento dell’atto pubblico. Sappiamo tutti che il compromesso è sottoposto a due condizioni sospensive: il monte debiti pendente verso i due creditori istituzionali, identificati nel comune di Mascalucia e nell’Agenzia delle Entrate. La documentazione da trasmettere all’Agenzia delle Entrate è stata completata, per il comune di Mascalucia ci sono dei tempi tecnici ineliminabili perché l’intesa dovrà ricevere il vaglio della Giunta, poi dovrà avere l’assenso del Consiglio comunale e, per legge, si dovrà aspettare l’ok dei Revisori dei conti. È possibile chiudere entro aprile. Rispetto all’acquisizione del Tribunale, oggi la situazione è più gravosa. Siamo intorno ai sessantaquattro milioni di euro, senza tema di smentita”.

Come se non bastasse, lo scorso weekend è stato vivacizzato anche dalla notizia del provvedimento del Tribunale di Catania, che ha rigettato il ricorso per sequestro conservativo promosso dal club nei confronti dell’ex ad Pietro Lo Monaco. Un passaggio che però non è decisivo, perché la società presenterà un reclamo avverso il pronunciamento di diniego.

“Sul rigetto del ricorso, a scanso di equivoci – sottolinea il legale catanese – il Tribunale non si è espresso sulla mala gestio imputabile all’ex amministratore delegato del Catania ma sulla convalida del sequestro conservativo, che è una misura cautelare. Prima o poi dovrà esprimersi”.

Il pensiero dell’avvocato Rapisarda, spesso popolare animatore dei confronti mediatici sulle “cose” rossazzurre, si estende anche alle presunte controversie tra soci che caratterizzano, oggi, la vita della Sigi. Quei mal di pancia comuni a tutte le famiglie che si rispettino, visti però con preoccupazione dai sostenitori del Catania.

“I mal di pancia all’interno di Sigi condizionano inevitabilmente la chiusura della trattativa. La condizionano di fatto ma non giuridicamente. Però chi ha mal di pancia, per quanto possa avere ragione, deve sempre presentare una valida alternativa, cioè dire alla città qual è il suo progetto. A questo punto non basta avere il mal di pancia – chiude Rapisarda – rischiamo di perdere il Catania nuovamente”.

 

Luigi D’Angelo


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