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APOLOGIA DI REATO

Scritto dail 23 Febbraio 2012

apologia-di-reatoLo spettacolo aprirà la rassegna PALCONUDO organizzata dall’associazione Gruppo Icarus, dalla Compagnia Movimentindipendenti e dall’associazione Lomax. PALCONUDO è un ritorno al rito, alla riflessione, all’emozione condivisa, al senso di responsabilità umana e sociale dell’artista sul palcoscenico e dello spettatore in platea. Un palco, gli attori ed una platea. Pochissimi altri elementi. Tutte le opere presenti in rassegna sono stati scritte dall’attore autore e regista messinese Antonio Caruso. Tema comune: la solitudine. Troveremo la solitudine derivante dall’incapacità o della difficoltà di comunicare con i propri simili come nel caso di Apologia di Reato; la solitudine di un quotidiano a cui tenterà di ribellarsi una donna in Teresa; sottraendosi ad essa una volta per tutte in modo eclatante. C’è anche la solitudine dell’essere umano messo di fronte a scelte importanti, sempre difficili da prendere, oppure difficili da mantenere come in Il diavolo e l’ipocrita; e infine c’è la solitudine sopra le righe dell’eroe disoccupato nel grottesco La dura vita del supereroe.
Antonio Caruso, messinese classe ’67, si è formato tecnicamente alla scuola del teatro Stabile di Catania nei primi anni novanta per poi seguire un personalissimo percorso di ricerca e studio attraverso il concetto di “teatro necessario”. Docente di recitazione presso enti di formazione professionale teatrale, dal 2009 dirige a Catania, assieme all’attrice Donatella Marù la scuola di recitazione LABORATORIO PERMANENTE DELL’ATTORE. Diverse sue opere sono state rappresentate nei teatri italiani. In APOLOGIA DI REATO, l’attore è sul palco non per recitare ma per raccontare alla gente il proprio disagio, la difficoltà di dialogare veramente con il pubblico. Tenterà di portare a compimento il suo sfogo pur venendo interrotto sistematicamente da spettatori che, si sentiranno in diritto di esternare i propri pensieri, come se fossero i veri protagonisti. L’attore imparerà così a conoscere il suo variegato pubblico – che non ha bisogno di lui – e soltanto dopo molte interruzioni, riuscirà a portare a compimento la sua personalissima ribellione… Un testo che attraverso un linguaggio brillante racconta di una professione in crisi e di una società ancora più in crisi.
Con Antonio Caruso in scena Giuseppe Bisicchia, Massimo Giustolisi, Antonio Starrantino, Cristina Brischetto, Alessio Sapienza, Alessandra Meccio e Marilena Spartà. La direzione tecnica è di Donatella Marù.


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