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Bastardi a cena

Scritto dail 20 Gennaio 2013

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Dal 25 al 27 gennaio 2013 Ore 21:00 Monastero dei Benedettini / piazza Dante – Catania
In occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria, Officine Culturali e il Teatro degli Specchi, in collaborazione con il DISUM (Dipartimento di Scienze Umanistiche) dell’Università degli Studi di Catania, presenta per la prima volta al Monastero dei Benedettini, lo spettacolo teatrale “Bastardi a cena”.

Un’esperienza unica di “Theatre Night Live” per non dimenticare, per riaffermare la vittoria del bene sul male. Uno spettacolo con oltre trenta repliche alle spalle, sei diversi allestimenti, oltre sessanta attori sinora coinvolti. Il Monastero dei Benedettini si trasforma, per l’occasione, in palcoscenico per la performance itinerante ideata e diretta da Marco Tringali, coadiuvato nella stesura del testo da Salvo Giorgio.
Lo spettacolo, che ricorda lo stile e le atmosfere della pellicola cinematografica di Quentin Tarantino “Bastardi senza gloria”, ha lo scopo di far vivere allo spettatore la crudeltà del genocidio in un’atmosfera cangiante, da ironica e festaiola fino alla tragedia umana dell’uomo che annienta l’uomo, umiliandolo fino all’ultimo respiro. Scompare così la quarta parete: lo spettatore diventa attore e l’attore “spettatore cosciente” di una violenza inaudita e mai giustificata. L’area del dramma si dilata fino ad inghiottire gli spettatori, non necessariamente seduti e ordinati, negli spazi del Monastero che si trasforma in una scenografia “innaturale”.
D’altronde la Storia ha il compito di ripercorrere i gesti e le decisioni del passato, traendone insegnamento e conoscenza affinché determinate strade non siano più percorse e certe scelte mai più fatte. Il Teatro ce le racconta: lo spazio vitale del palcoscenico diviene sineddoche della vita e della storia umana. Rappresentare l’Ingiustizia forse non permette di sconfiggerla ma sicuramente dà un contributo significativo in tal senso, non fosse altro che per la considerazione della conoscenza come consapevolezza: non si trova la cura se prima non si conosce la malattia e, soprattutto, se non si ammette di esserne affetti. Non basta, allora, in tal senso, rappresentare una vicenda: occorre coinvolgere totalmente chi la osserva. E’ questa la sfida affrontata dal regista e dagli attori della compagnia del Teatro degli Specchi di Catania, complice uno spazio assolutamente peculiare che apre il fronte della scena a 360 gradi, su un luogo, quale il Monastero, che in tal caso diviene contenitore inusuale della catarsi teatrale.


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