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Nuova vita del Palazzo di Cemento: “Sia scommessa per il Comune”

Scritto dail 26 Aprile 2021

CATANIA – Luci ed ombre per Torre Leone. Siamo quasi in dirittura d’arrivo per quanto riguarda la soluzione del problema dell’amministrazione dell’immobile. Tra qualche giorno gli assegnatari che hanno raccolto le firme (ne occorrevano il 60% su 96) per chiedere l’Autogestione potranno indire l’assemblea per procedere all’individuazione del o della professionista che si prenderà cura della manutenzione ordinaria.

La proposta che ha fatto il Sunia, prevede che al professionista sia affiancato un comitato di collaboratori con una percentuale sul numero degli assegnatari, che avrà il compito di supporto.  Finalmente dopo mesi di incontri sembra che questo sia un altro problema risolto, grazie all’impegno costante del Sunia e di alcuni assegnatari che non si vogliono arrendere a che il palazzo torni nel degrado. Restano però ancora tanti problemi irrisolti: gli assegnatari chiedono che all’esterno sia asfaltato il piazzale e che si trovi lo spazio non solo per le macchine ,ma anche per realizzare i giochi per i più piccoli, chiedono che periodicamente si controlli il funzionamento dei contatori elettrici che alimentano gli ascensori, che venga realizzata una pulizia straordinaria con disinfestazione e derattizzazione in alcuni spazi abbandonati , chiedono che siano risolti tutti i problemi che impediscono in molti appartamenti di avere accesso ad Internet con  difficoltà enormi per chi lavora in remoto e per i ragazzi in DaD.

Resta poi il problema dei garage e dei primi due piani che riteniamo così come hanno da tempo chiesto le Associazioni di Librino e quelle che lavorano nella zona di viale Moncada debbano essere destinati ad accogliere uffici pubblici come per esempio un centro sociale, una sede dell’anagrafe, una biblioteca e una ludoteca, un distaccamento della polizia municipale ecc. Occorre dare il senso che Torre Leone sia un palazzo sicuro in cui vivere e lavorare si può con agio, per questo siamo impegnati anche a richiedere , sostenendo  il lavoro di altre associazioni, che a Librino, a partire proprio da viale Moncada in cui si sta realizzando la spina verde e in cui sono stati avviati da tempo gli orti urbani, si investa sul verde e sugli spazi esterni attrezzandoli per ospitare tutte le attività che a causa dell’attuale crisi sanitaria è opportuno svolgere all’esterno.

La Rete delle associazioni Piattaforma Per Librino e Sunia, ribadiscono che il Viale Moncada in generale e la Torre Leone in particolare, deve essere una scommessa per l’amministrazione e per le realtà del quartiere che da anni si battono affinché la legalità abbia il sopravvento. Non si possono consegnare le case e non pensare a quello che si sviluppa attorno al palazzo.

Abbiamo appreso che l’Amministrazione sembra abbia deciso di utilizzare i fondi comunitari di agenda urbana per riqualificare i primi due piani per realizzare strutture per anziani e persone con limitazioni dell’autonomia. Questo vuol dire non ascoltare le istanze e le esigenze del quartiere.

Ad una settimana dalle assegnazioni degli appartamenti, al sindaco, Prefettura e Questura, abbiamo inviato una richiesta di attenzione per alcuni segnali gravissimi che ci sono stati nel palazzo. Ci aspettiamo che anche il comune faccia la sua parte non lasciando sole le persone e le associazioni. Questa zona di librino deve vedere la presenza dello stato, come diciamo da oltre dieci anni. I primi piani devono essere occupati dallo stato, da pubblici uffici, come per esempio la questura che ha dovuto trasferire l’intero ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico a san Giuseppe la rena, o altri uffici pubblici per cui il comune paga dei fitti a privati.

Ci aspettiamo, inoltre, quella partecipazione e quella co-progettazione prevista appunto dai fondi comunitari, perché solo con la collaborazione tra amministrazione e territorio si possono vincere le sfide che abbiamo davanti, e quella della Torre Leone è una sfida troppo importante per il nostro territorio.