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LA PELLE DI ELISA

Scritto dail 18 Agosto 2014

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21 E 22 AGOSTO 2014 ORE 21 – CASTELLO URSINO / piazza Federico II di Svevia – Catania

TESTO DI CAROLE FRÈCHETTE TRADOTTO DAL FRANCESE DA SALVO GENNUSO CON ELAINE BONSANGUE E RINO RAPISARDA, SCENE E REGIA SALVO GENNUSO.

La pelle di Elisa è un testo francese che parla di storie d’amore raccontate per sopravvivere dalla sua protagonista.

Elisa il personaggio, Elaine l’attrice, è affetta da una misteriosa malattia che le fa crescere la pelle senza spiegazione. C’è un senso di estraneità che ci sorprende ogni qual volta il nostro corpo subisce una mutazione: ci pare sempre che ciò che muta, ciò che si postula come effetto indesiderato di un’azione volontaria o involontaria sia un oggetto estraneo al nostro corpo, percepita come un’intrusione nata a turbare un senso lineare di sviluppo e vita.

Ma cosa succede se qualcosa costringe il nostro sguardo a deragliare, il nostro cammino a percepire l’inciampo e poi la fuga, il piede che non sente più il terreno far da sosta, che vacilla in un’assenza che significa de-territorialità? Non c’è cura che possa impedire a Elisa di essere sepolta dalla sua stessa pelle, ma lei ha imparato un rimedio: entrare nei bar, nei luoghi affollati, incontrare gente e raccontare storie d’amore. Non importa che siano vere. Importa solo che sembrino vere, che diano fremiti a chi le ascolta. Ed è necessario che chi ascolti non sia passivo, che abbia una risposta non lineare, che la sua visione non sia estranea.

Per questo lei sta davanti al pubblico, in mezzo al pubblico, perché non può fare altrimenti.


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