Rizzo e De Luca micidiali, il Catania vince a Licata

 Rizzo e De Luca micidiali, il Catania vince a Licata

Il Catania non conosce pause e vince anche a Licata, centrando il terzo successo consecutivo dell’era Pelligra. Squadra riveduta e corretta da Ferraro rispetto a mercoledì scorso, con Lodi, Somma e De Luca in panchina. Dentro Andrea Russotto, Lubishtani, Palermo e Giovinco.

Primo tempo equilibrato, con il Catania che si affida alla regìa di Rizzo e gioca spesso con lanci lunghi, strategia poco efficace e prevedibile. Al 22′ il gol di Rizzo è uno squarcio di luce nell’inerzia della gara: il centrocampista, su palla rinviata dalla difesa, calcia al volo da fuori area e sorprende Valenti. Gol bellissimo e vantaggio per il Catania. Il Licata reagisce, provando a fare gioco con Rotuli e Minacori, ma gli uomini di Ferraro coprono bene e si va al riposo col bottino di un gol.

Il Catania inizia la ripresa con qualche affanno, il Licata si fa sotto con decisione e mette spesso in difficoltà i rossazzurri. Il baricentro del gioco si abbassa pericolosamente ma la squadra etnea non corre quasi mai rischi se non su palle inattive e mischie da calcio d’angolo. Entrano Sarno, De Luca e Jefferson per imprimere profondità e tenere lontano il Licata dalla porta di Bethers. All’89’ la premiata ditta Sarno – De Luca confeziona il raddoppio: cross a pelo d’erba al centro dell’area e De Luca, indisturbato, batte un penalty in movimento.

L’attaccante esulta con ardore, aggrappandosi alla rete di recinzione che separa il campo dai tifosi del Catania; comportamento non gradito dall’arbitro che estrae il cartellino rosso. Rossazzurri in dieci per gli ultimi scampoli di partita e Licata che va in gol, al 94°, con un colpo di testa di Outtara che brucia Bethers.

Trascorre solo 1 minuto e si chiude la partita, 2 – 1 per il Catania e terza vittoria di fila.

Se ciò che conta è il successo tout court i rossazzurri hanno già imbroccato la strada maestra. Cinismo, tecnica e mestiere sono le armi in più di una squadra che non brilla nel gioco, per lo meno non ancora. Ma è attendista e spietata. Ciò che serve è solo la vittoria.

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