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Al Policlinico Gemelli è partita la sperimentazione della “colla” radioattiva per i tumori al pancreas non operabili

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
3 ottobre 2026
2 min di lettura
Al Policlinico Gemelli è partita la sperimentazione della “colla” radioattiva per i tumori al pancreas non operabili

Il Policlinico Gemelli, una delle eccellenze ospadaliere italiane, ha iniziato una nuova sperimentazione in anteprima assoluta mondiale. Proprio in questi giorni, un paziente con adenocarcinoma duttale del pancreas in stato avanzato e non operabile è stato sottoposto a questo inedito trattamento.

L’operazione in questione consiste nell’iniettare all’interno del tumore una speciale “colla” radioattiva, contenente cioè particelle di “Ittrio-90” che emettono radiazioni beta.

Sotto la supervisione del Professor Roberto Iezzi, Direttore del reparto di radiologia del Policlinico, un team internazionale composto da diversi professionisti del settore medico, ha testato la terapia su un paziente volontario.

L’avvio dell’iter di prova arriva dopo un lungo periodo di ricerche in cui si è notato che: iniettando attraverso uno speciale ago il prodotto all’interno della massa tumorale, le cellule reagivano nel tempo diventando finalmente operabili.

L’operazione è stata eseguita in anestesia locale, è durata circa un’ora e non vi è stata alcuna complicanza post-operatoria. Ventiquattro ore dopo è stato effettuato un check up sul paziente e si è evinto che il radio farmaco è stato innestato correttamente.

L’osservazione dello stato di salute del volontario era iniziata già qualche settimana prima dell’intervento e a distanza di una settimana seguirà un altro controllo.

Si tratta di un intervento molto delicato ed è imprescindibile che il liquido debba essere inserito perfettamente all’interno della massa, evitando alcun tipo di fuoriuscita. Per eseguirlo con precisione all’interno del team erano presenti radiologi, medici nucleari, fisici sanitari e radioterapisti.

Lo studio da cui è partito tutto è stato avviato dall’Istituto Gemelli in collaborazione con altri ospedali situati in Belgio e Gran Bretagna, ma è stato in Italia che si è deciso di intervenire fattivamente.

Attualmente l’arruolamento dei pazienti è ancora in atto e ad ottobre ripartiranno i test. Qualora tutto dovesse andare come atteso, potrebbe diventare la cura perfetta per poter eliminare masse tumorali già in stato di avanzamento e fino ad oggi non operabili.

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