La tecnologia dell’ultra ibrido arriva in Europa. Changan, una delle aziende cinesi che sta crescendo di più internazionalmente, punta a conquistare il mercato occidentale e lo fa ottimizzando la tecnologia plug-in.
La Deepal S05 PHEV sarà il primo SUV che verrà distribuito nel nostro mercato. Tremano le compagnie occidentali, consapevoli che attualmente le loro ibride non potranno tenere testa alle molteplici innovazioni introdotte dal marchio asiatico.
La differente concezione di costruzione non solo permetterà alla vettura di superare i 1000 chilometri di autonomia combinata, ma avrà anche zero emissioni, ricarica ultra-rapida e un motore a benzina di supporto.
La vettura, che è stata progettata presso il Changan European Design Center di Torino è già ordinabile. Le prime consegne saranno effettuate entro fine luglio. Alla base della tecnologia ultra ibrida vi è un motore elettrico da 172 kW (258 CV) e un motore a benzina 4 cilindri da 1,5 litri con una potenza di 63 kW, quindi 190 kW di potenza complessiva. Il tutto supportato da una batteria litica.
Il consumo medio si attesterà intorno ai 2,03 litri per 100 km e a differenza delle ibride di concezione europea, che in realtà nascono come auto termiche con una aggiunta elettrica e con i due motori che lavorano in parallelo, Changan ha affidato la trazione al motore elettrico posteriore, che muove direttamente le ruote. Il supporto termico, invece, funziona da generatore di elettricità per il motore elettrico e solo in autostrada interviene direttamente sulle ruote.
Su questi veicoli è inoltre presente la ricarica ultra-rapida, che permette di caricare il veicolo in 15 minuti fino all’80%.
L’auto è disponibile in due allestimenti: una base molto ricca con display touch, telecamera panoramica 360 e 17 sistemi di assistenza alla guida e una versione Pro con sedili riscaldabili e ventilati, display con realtà aumentata, illuminazione ambientale e ricarica wireless per smartphone.
Non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali da parte delle case automobilistiche europee, se non le reiterate accuse verso le istituzioni per aver minato l’economia del settore all’interno dell’Unione Europea, permettendo ai colossi tecnologici cinesi di entrare e vendere a bassi prezzi, distruggendo la concorrenza.
I marchi automobilistici nostrani, in ogni caso, dovranno reagire in fretta o perderanno ancora più terreno.




