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In aereo presto si viaggerà ad idrogeno

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
12 luglio 2026
2 min di lettura
In aereo presto si viaggerà ad idrogeno

Il mondo dell’aviazione è sempre stato un settore in continua trasformazione. Recentemente sono stati creati nuovi design alari, proposti nuovi progetti di allocazione interna dei passeggeri e stiamo assistendo al ritorno del volo supersonico in ambito civile.

È in questo fermento generale che Airbus e MTU Aero Engines hanno formato una joint venture con lo scopo di dedicarsi allo sviluppo di un motore elettrico alimentato ad idrogeno per i voli di linea. L’accordo è stato firmato il 7 luglio 2026, ma il progetto era stato già anticipato al “Paris Airshow 2025”.

La nuova società, che sarà operativa dal 2027, seguirà l’intera esistenza del sistema di propulsione, dalla progettazione ai test, fino alla commercializzazione. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia, tra le meno inquinanti mai esistite, che per funzionare utilizzerà delle celle a combustibile che produrranno energia elettrica attraverso reazioni elettrochimiche tra idrogeno ed ossigeno, trasformando il vapore acqueo.

Potrebbe essere la tecnologia definitiva per rendere il settore sostenibile. Airbus punta a lanciarla sui primi voli commerciali entro il 2035. Inoltre le due aziende sono pronte anche a collaborare fattivamente alla definizione dell’ecosistema necessario per l’utilizzo di questi futuri dispositivi, comprese le norme di certificazione, la capacità operativa per l’uso commerciale e tutto ciò che ne deriva.

In realtà, le due aziende non sono state le uniche a stare investendo in questa tecnologia, recentemente EasyJet e Rolls-Royce hanno costruito e testato un motore del genere per la NASA, con lo scopo di semplificare i viaggi spaziali. Airbus e MTU vorrebbero crearne una versione utilizzabile per l’aviazione a corto e medio raggio.

Ci sono però delle problematiche tecnologiche importanti. Difatti l’idrogeno occupa ben 4 volte il volume del kerosene, quindi richiederebbe serbatoi di stoccaggio molto più grandi. Non solo, per fargli mantenere lo stato di liquido è necessario tenerlo ad una temperatura di circa -253°C. Di conseguenza, se questo aggiornamento tecnologico dovesse avere luogo, anche gli aeroporti dovrebbero essere completamente riadattati per garantire lo stoccaggio e il rifornimento in sicurezza.

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