Parole inaccettabili. Almeno per chi conosce il dolore della perdita, dell’impotenza, della solitudine. Fanno discutere le parole pronunciate dall’ex generale Roberto Vannacci sul femminicidio, reato che, secondo il leader di Futuro nazionale non esisterebbe. A dispetto dei numeri e delle esperienze.
Come quella di Vera Squatrito, la mamma di Giordana Di Stefano, uccisa barbaramente appena ventenne da chi sosteneva di amarla, che ha deciso di scrivere tutta la sua indignazione in una lettera aperta all’europarlamentare pubblicata su Facebook.
“Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, uccisa con 48 coltellate dall’uomo che diceva di amarla, un femminicidio compiuto con premeditazione e crudeltà una ferocia che ha distrutto per sempre la nostra famiglia” – scrive Squatrito, contestando le affermazioni dell’europarlamentare sul femminicidio.
“Chieda scusa – ha aggiunto – alla sua bambina, privata della madre da una violenza assassina. Chieda scusa a tutte le donne uccise perché donne, ai figli che restano, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e alle famiglie condannate a un vero e proprio ergastolo del dolore”.
“Le parole hanno un peso – osserva ancora la mamma di Giordana Di Stefano – quando si minimizza la violenza contro le donne o si svilisce la gravità del femminicidio, si manca di rispetto a chi è stato ucciso e a chi ogni giorno convive con una ferita che non guarirà mai. Mia figlia non tornerà. Per questo – conclude la lettera aperta a Vannacci – chiediamo rispetto, responsabilità e umanità”.




