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Ambiente

L’isola di Vulcano e il potenziale geotermico da sfruttare

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
26 aprile 2026
2 min di lettura
L’isola di Vulcano e il potenziale geotermico da sfruttare

L’isola di Vulcano potrebbe diventare un sito geotermico e alimentere le Eolie con energia pulita.

Il progetto nasce dalla proposta della società lombarda Geolog e riguarda l’isola di Vulcano, che possiede condizioni geotermiche considerate ideali. L’azienda ha presentato alla Regione nel 2023 un permesso di ricerca che nel 2024 ha ricevuto dal CTS un parere per una serie di prescrizioni, tra cui l’esigenza di integrare dei documenti riguardo un apposito studio volto a verificare l’impatto del progetto sulla fauna dell’isola.

Tale studio è stato finalmente presentato e la richiesta di realizzare un pozzo esplorativo potrebbe presto essere accordata. ” Il pozzo verrà scavato a partire dalla postazione di perforazione nel settore nord occidentale dell’isola di vulcano”, cita la relazione descrittiva, “nel tratto di piana costiera in prossimità della base del versante occidentale del cono vulcanico Gran Cratere de la fossa. Scopo del suddetto è di confermare le potenzialità geotermali di tale settore dell’isola, ipotizzabili dalle anomalie di temperatura nei pozzi superficiali e confermate dalle peculiarità chimico fisiche ed isotopiche presenti. Nel caso di rinvenimento di un orizzonte produttivo, previo espletamento del relativo studio di impatto, potranno realizzarsi interventi per l’utilizzo della risorsa rinnovabile e la produzione di messa in rete dell’energia prodotta. La scelta dell’isola di Vulcano deriva dalle risultanze emerse da una preliminare analisi dettagliata delle precedenti fasi di ricerca geotermale nell’isola”.

In realtà l’idea non è nuova. Il primo scavo fu effettuato negli anni cinquanta nella zona del faraglione di Levante, dove vennero individuati tre livelli produttivi a vapore. Negli anni ottanta si scavò invece in mare. Entrambi i fronti furono però ritenuti insfruttabili economicamente. Oggi però la tecnologia di estrazione è cambiata, ed è possibile il riutilizzo di queste energie geotermali.

Secondo Geolog: “le potenzialità geotermali del settore di interesse risultano confermate da peculiari anomalie termiche, caratteristiche chimiche isotopiche e picchi di metalli in traccia riscontrati nelle acque dei pozzi superficiali, presenti sull’isola”. Ecco perché il progetto, qualora venga approvato, porterebbe ad avviare uno scavo fino ad una profondità di circa 2000 metri al fine di favorire la crescita economica delle isole attraverso lo sfruttamento del settore energetico rinnovabile.

Forte l’interesse da parte della Regione Sicilia che da tempo sogna che Vulcano e Pantelleria, l’altra isola che presenta fenomeni simili, vengano sfruttate geotermicamente al fine di ridurre la propria dimendenza energetica dall’estero e creare maggiore crescita economica attraverso lo sfruttamento delle risorse rinnovabili.

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