Avevano attuato un intervento urologico nonostante in atto ci fosse già un’infezione in corso, provocando gravi complitazioni postume e la morte di una paziente. Ora il Policlinico di Catania deve risarcire di oltre 1,3 milioni di euro i familiari della vittima deceduta nel 2025, così come disposto dalla Quinta sezione Civile del Tribunale etneo.
Secondo la consulenza tecnica d’ufficio, la paziente venne sottoposta a un intervento di ureterolitotrissia nonostante gli esami pre-operatori evidenziassero la presenza di una infezione urinaria in atto. Una condizione che, secondo i consulenti nominati dal Tribunale, avrebbe dovuto indurre i sanitari a rinviare la procedura fino alla completa risoluzione dell’infezione. Dopo l’intervento la situazione clinica precipitò rapidamente: l’infezione si aggravò fino a provocare un grave quadro settico, complicato da eventi emorragici, che condusse al decesso della paziente alcune settimane dopo l’operazione.
Il Tribunale, sottolinea l’associazione Codici, accogliendo la richiesta del legale degli eredi, ha riconosciuto “il risarcimento per la perdita del rapporto parentale in favore dei familiari”, oltre al “danno terminale per i quaranta giorni di lucida agonia vissuti dalla vittima prima della morte”.
“Questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento di responsabilità sanitaria – commenta l’avvocato Manfredi Zammataro – e restituisce giustizia ai familiari della vittima. È fondamentale che le strutture sanitarie rispettino rigorosamente le linee guida e valutino con attenzione le condizioni cliniche dei pazienti prima di procedere con interventi chirurgici”







