La Sicilia accoglie il 9,2% dei giovani italiani rientrati dall’estero, meglio fa solo la Lombardia (19,8%).
L’isola è tra le regioni nelle quali i rientri sono cresciuti maggiormente negli ultimi anni: tra il quinquennio 2016-2020 e quello 2021-2025 l’incremento è stato del 52,3%, subito alle spalle di Valle d’Aosta (65,5%) e Basilicata (54,5%).
E’ quanto emerge da un dossier dei Consulenti del lavoro, che ha elaborato dati Istat.
Negli ultimi 5 anni la Sicilia è stata scelta da 11.908 italiani, di età compresa tra 18 e 39 anni, che prima risiedevano all’estero: il 52,9% in più del quinquennio precedente quando i rimpatri era stati 7.787. In calo del 14,1% la quota di siciliani che decide di fare la scelta opposta e trasferirsi all’estero: erano 34.295 nel quinquennio 2016-20, sono stati 29.454 nel periodo 2021-25. Cresce di conseguenza il rapporto rientri-partenze: 40 rientri su 100 trasferimenti rispetto ai 22 su 100 del quinquennio precedente.
Chi ha scelto la Sicilia si è trasferito soprattutto a Messina e provincia: il 91,3%. Seguono Enna con il 75,6%, Ragusa con il 74,9%, Caltanissetta con il 66,7%, Trapani con il 61,8%, Palermo col 58,1%. Valori più bassi per Agrigento con il 48,3%, Siracusa con il 31,1% e Catania fanalino di coda con appena il 27,5%.
Ragusa però è la provincia che fa registrare l’aumento della percentuale di chi si è trasferito all’estero (rapporto tra gli ultimi due quinquenni): +26,9%. Segue Messina, +15,1%. Nel resto delle province il segno è negativo: Enna -26,4%, Catania -25,5%, Caltanissetta -24,7%, Agrigento -24,4%, Palermo -19,5%, Trapani -7,4%, Siracusa -6,5%.
Nel rapporto tra rimpatri e trasferimenti, Enna risulta la provincia con il dato più positivo: 49 rientri su 100 partenze.
Seguono Agrigento con 46,8, Trapani 45,8, Caltanissetta 44,7, Catania 40, Palermo 39,4, Siracusa 37,2, Messina 36,3, Ragusa 36,1.




