Si è svolta a porte chiuse l’udienza del processo con rito abbreviato a Floriana Calcagno, insegnante ritenuta una delle amanti del defunto boss mafioso Matteo Messina Denaro. La donna è accusata di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena, è stata rinviata a giudizio dal gup di Palermo il 12 febbraio scorso.
A chiedere che l’udienza si svolgesse senza la presenza del pubblico è stato l’avvocato dell’imputata, Ferdinando Di Franco e trattandosi di un rito abbreviato il tribunale ha dovuto accettare la richiesta.
La testimone ascoltata è Girolama Accardo, un’anziana vicina di casa e conoscente dell’imputata, residente a Campobello di Mazara. La donna nel 2022 vendette ad Andrea Bonafede l’appartamento poi utilizzato come covo del latitante Matteo Messina Denaro. Pur vivendo in una palazzina con un cortile in comune con quell’abitazione, ha riferito di non aver mai sospettato che l’ospite fosse il capomafia.
La posizione della professoressa Calcagno resta al centro di un fitto mistero fatto di smentite e prove, l’imputata ha sempre negato con fermezza di essere a conoscenza della reale identità dell’uomo che frequentava. Secondo la sua versione era un medico anestesista in pensione e non il capomafia, ma la ricostruzione degli investigatori dipinge invece uno scenario diverso. La donna non era una spettatrice inconsapevole ma una figura cardine nella rete di protezione che ha permesso al boss di sfuggire per anni alla cattura e di continuare a operare nel territorio.




