Strappo della Lega nei confronti dell’Ars. Il sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, ha deciso di candidarsi ugualmente per la terza volta alla guida del comune in provincia di Caltanissetta nonostante l’Assemblea regionale abbia respinto per ben due volte la norma sul terzo mandato per i sindaci dei comuni compresi tra i 5 mila e i 15 mila abitanti.
Lo stesso primo cittadino precisa le motivazioni in una nota. “La mia scelta non rappresenta né una sfida né una presa di posizione personale o politica – afferma Burgio -. Non è una questione di incarichi o ruoli, nella mia vita potrei serenamente dedicarmi ad altro. La mia – aggiunge Burgio – è invece una scelta che nasce da un legame profondo con la comunità e dal senso di responsabilità che questo ruolo comporta ogni giorno. Fare il sindaco – prosegue – significa esserci sempre, dalle prime ore del mattino fino a tarda sera, spesso oltre, tra problemi da affrontare, persone da ascoltare e decisioni da assumere nell’interesse collettivo. È un impegno totalizzante, fondato sul servizio e sulla vicinanza concreta ai cittadini”.
Il sindaco Burgio spiega poi la sua scelta alla luce della sentenza della Corte costituzionale numero 16 del 19 febbraio: “Ha tracciato un indirizzo chiaro e inequivocabile, riconoscendo un principio che supera ogni interpretazione precedente e che rende, di fatto, superata e priva di effetti la seconda votazione dell’Assemblea regionale siciliana. Anche le prerogative derivanti dallo Statuto speciale, in questa materia, risultano superate da tale pronunciamento”.
Secondo Burgio, “Il principio sancito è chiaro: il diritto di elettorato passivo non può essere compresso in modo arbitrario. Si tratta di una battaglia di principio, ma anche di amore per il proprio territorio. Non possono esistere sindaci di serie A e sindaci di serie B, né è accettabile che proprio la Sicilia sia l’unica regione in cui i cittadini vedono limitato il diritto di elettorato passivo” – conclude.







