Dopo il trionfo riscosso al 76° Festival di Sanremo grazie, e non solo, alla vittoria della serata delle cover in duetto con Ditonellapiaga sulle note di The Lady is a Trump, TonyPitony riprende il suo tour in giro per l’Italia.
Tony sta scalando le classifiche, riempie teatri, club e palazzetti a suon di sonorità elettronica, espressività teatrale e l’irriverenza del trash, fino a convergere in un’estetica che esplora il fetish e l’antiproibizionismo.
Attraverso il suo lavoro, esplora e sovverte gli stereotipi legati alla sessualità, all’identità di genere e alla narrazione storica, affermandosi come un artista gender fluid che privilegia l’ispirazione autentica rispetto alle logiche di mercato.
È un artista che fonde ironia, sperimentazione e una profonda consapevolezza di sé in ogni sua opera. Il suo stile è diretto, imprevedibile e spesso dissacrante, una voce che gioca con i cliché per smontarli, una presenza scenica che rifiuta il ruolo dell’artista intoccabile. Tony gioca a carte scoperte nonostante la maschera e riesce con un’abilità unica ad interpretare il disagio quotidiano ed elevarlo ad arte, come i mostri sacri del cantautorato italiano di cui Tony rappresenta un erede distopico.
Per tutti i fan siciliani che attendono ancora di vederlo live, le prossime date da non perdere sono quelle del tour estivo che vedranno esibirsi Tony Pitony prima a Catania con il live in programma il 30 luglio a Villa Bellini di Catania, lo spettacolo rientra nel cartellone di Sotto Il Vulcano Fest, rassegna di concerti organizzata da Puntoeacapo con la direzione artistica Nuccio La Ferlita e in collaborazione con il Comune di Catania nell’ambito del Catania Summer Fest. Nei giorni successivi il tour si sposterà a Bagheria al Piccolo Parco Urbano per due date, giorno 1 agosto, evento già sold out, e il 3 agosto.
Prima di trasformarsi nell’artista che oggi conosciamo, Tony Pitony ha calcato ogni tipo di palcoscenico nei musical e nelle produzioni di prosa del West End londinese, nel cuore dello showbusiness mondiale, e lì, tra audizioni estenuanti e casting tutti uguali, ha realizzato che in quell’ambiente ci sono pochi artisti veri e una moltitudine sterminata di esecutori fatti in serie. Tony Pitony non è una persona, è un’idea collettiva, un atto di resistenza puro, la risposta a questa società che ha svenduto tutto.




