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Cronaca

Truffa all’Ue, coinvolti professori universitari e imprenditori palermitani

redazioneredazione
1 aprile 2026
2 min di lettura
Truffa all’Ue, coinvolti professori universitari e imprenditori palermitani

23 tra docenti universitari palermitani, ricercatori e imprenditori, sarebbero coinvolti in una presunta truffa all’Unione Europea su cui sta indagando la procura Europea.

Al centro dell’indagine, ci sono il professor Vincenzo Arizza, direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche dell’Università di Palermo e responsabile scientifico dei progetti di ricerca Bythos e Smiling, e Antonio Fabbrizio, amministratore e titolare di fatto della associazione Progetto Giovani e della associazione Più Servizi Sicilia.

 Gli inquirenti, avrebbe svelato che nell’ambito del programma di scientifico Bythos, finanziato con fondi Ue, venivano rendicontati costi relativi ad attività di ricerca dei docenti e all’ acquisto di attrezzature scientifiche in realtà mai sostenuti. L’inchiesta è nata dalle dichiarazioni di due ricercatori che hanno fatto nomi e cognomi di professori che, pur pagati per lavorare al progetto non avrebbero mai realmente contribuito alla ricerca. Lo scopo sarebbe stato far risultare costi mai sostenuti per gonfiare le spese e di conseguenza aumentare il contributo percepito dall’Ue.  L’indagine, ipotizza a vario titolo i reati di truffa aggravata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione e falso materiale.

 Per 17 indagati i pm avevano chiesto misure cautelari ma dopo un anno e tre mesi e dopo gli interrogatori preventivi, il gip ha respinto l’istanza sostenendo che, pur sussistendo i gravi indizi, non ci fossero le esigenze cautelari in virtù del tempo trascorso dai fatti. La Procura Europea ha fatto ricorso al tribunale del Riesame.

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