Richieste di contributi per oltre un miliardo di euro nel settore turistico. Questo il valore complessivo delle istanze pervenute a Irfis Finsicilia alla chiusura dell’avviso dell’assessorato regionale del Turismo per gli investimenti nelle strutture ricettive. In particolare, 2.108 richieste riguardano interventi sul “de minimis” (per un totale di 474 milioni di euro) e 605 su interventi più grandi “in esenzione” (624 milioni di euro).
Il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 28 febbraio e la disponibilità finanziaria dell’avviso è di 135 milioni di euro, provenienti da risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-27. Adesso inizierà la valutazione dei progetti.
«La misura che abbiamo messo in campo ha suscitato un grande interesse – sottolinea il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – e lo dimostra il valore delle richieste di investimento pervenute da tanti operatori, molti dei quali anche di grandi dimensioni. Per il mio governo il turismo rappresenta un settore strategico per lo sviluppo della nostra economia, il riscontro ottenuto da questo avviso conferma l’appeal che la Sicilia esercita verso le imprese del comparto».
Le agevolazioni, comprensive del fondo perduto, sono destinate a micro, piccole, medie e grandi imprese con sede nell’Isola: alberghi, bed and breakfast, ostelli, campeggi, villaggi turistici, case vacanze, rifugi e strutture aggregate, compresi reti d’impresa e cooperative. I finanziamenti riguardano interventi di ristrutturazione, ampliamento o riattivazione delle strutture esistenti oppure la realizzazione di nuove attività attraverso il recupero o la riconversione di immobili.
L’importo delle agevolazioni varia da un minimo di 50 mila euro a un massimo di 3,5 milioni per ciascuna domanda. La selezione avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria, con due distinti regimi di aiuto: “de minimis” e “in esenzione”, ciascuno con le proprie soglie di finanziamento.
Gli investimenti non potranno comportare un aumento della cubatura rispetto a quanto previsto dalle normative e dai regolamenti edilizi vigenti e, in ogni caso, non è ammesso alcun consumo di nuovo suolo. Dal momento della concessione del disciplinare di finanziamento, le aziende avranno 24 mesi di tempo per realizzare gli interventi.





