Torna alle News
Italia/Mondo

Il turismo in Sicilia è in ribasso. Paura per l’estate.

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
5 aprile 2026
2 min di lettura
Il turismo in Sicilia è in ribasso. Paura per l’estate.

Sarà colpa della guerra e del conseguente aumento del costo della benzina dovuto alla chiusura dello stretto di Hormuz. Sarà che molti voli sono stati cancellati e molte tratte di viaggio non sono più disponibili, fatto sta che il turismo in Sicilia inizia a vacillare.

Per gli hotel si parla di circa il 30% di camere non prenotate, solo per il periodo pasquale, che di solito registra quasi il tutto esaurito. Le associazioni e gli enti turistici si dicono preoccupati: da quando è cominciata la guerra in Iran i prezzi degli aerei sono aumentati alle stelle e molta gente sta abbandonando l’idea di viaggiare.

Ecco perché si teme che quest’anno l’italia vivrà una stagione turistica povera e sta crescendo la paura che anche parte dei voli rimasti attivi, inizieranno ad essere bloccati per la mancanza di carburante.

Preoccupazione anche da parte dei vettori, il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, ha dichiarato che: “se a maggio non ci saranno novità, sicuramente anche Ryanair sarà tenuta a limitare i voli”.

La Sicilia sarà una di quelle regioni italiane che nel caso venissero limitati i viaggi, subirebbe di più. Anche perché Catania, Palermo, Comiso e Trapani sono collegate al resto d’Europa principalmente attraverso compagnie aeree low cost, che non avrebbero la forza per resistere a lungo in questo contesto così delicato, se non supportate a dovere da regioni e stati.

Potremmo, invece, ritrovare un flusso di viaggiatori casalinghi, costituito da chi ha già rinunciato a voli verso il Medio Oriente o verso l’Asia e sarà soprattutto nazionale ed europeo.

È ancora presto per dirlo, ma dai primi numeri si teme che questa piccola scossa pasquale possa trasformarsi in un enorme terremoto durante l’estate.

Condividi l'articolo

Categorie

Italia/Mondo