Prima l’ha minacciata puntandole un coltello alla gola, poi ha tentato di strangolarla utilizzando dei leggins e di soffocarla spingendole il volto e tappandole la bocca con del nastro da imballaggio. Infine avrebbe bloccato la compagna, chiudendola a chiave nella stanza da letto togliendole il telefonino e le chiavi di casa, l’avrebbe costretta a subire dei rapporti sessuali.
Le indagini sono partite quando la vittima, dopo essere riuscita ad abbandonare la casa, ha raggiunto la stazione dei carabinieri di Pedara e ha denunciato l’uomo che frequentava e che da alcuni mesi viveva insieme a lei. La donna sotto shock avrebbe raccontato agli agenti di una relazione segnata da episodi di gelosia, possessività e violenza che, fino a quel momento, non aveva mai denunciato. La vittima di 35 anni, aveva quindi deciso di interrompere il rapporto, la sera precedente all’aggressione, avrebbe accettato di trascorrere un’ultima serata insieme all’uomo, i due avevano cenato a Catania per poi rientrare nell’abitazione in tarda serata dove poi si è consumata la violenza.
I carabinieri sono riusciti a rintracciare l’aggressore di 40 anni originario di Gela che in un primo momento avrebbe fornito false generalità, dagli accertamenti è emerso infatti che era già stato sottoposto all’obbligo di soggiorno a Gela. I militari lo hanno quindi arrestato per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. La Procura di Catania ne ha disposto il trasferimento nella casa circondariale di Piazza Lanza.




