La Sagrada Familia è stata appena completata con l’inaugurazione della Torre di Gesù, seguita dall’architetto Andrea Mastrovito. A suggellare l’evento, la Santa Messa di Papa Leone XIV.
La chiesa più iconica del mondo, frutto della mente visionaria dell’architetto Gaudì, è stata quindi inaugurata ufficialmente. Con i suoi 172,5 metri è la basilica più alta del mondo.
Antoni Gaudì, soprannominato nel tempo “l’architetto di Dio”, creò questo progetto per “durare in eterno ed essere uno dei frutti della magnificenza di Dio in terra”. Sebbene il grande maestro non potrà mai vedere la sua creazione finita – è morto nel 1926 travolto da un tram – sono tanti i riconoscimenti per un’opera che, non è mai stata incompiuta, ma piuttosto in evoluzione.
Gaudì nacque nel 1852 a Reus e nel 1878 divenne architetto. Credeva che l’architettura dovessere essere un atto di fede e bellezza e che l’arte fosse un ponte verso Dio. Ecco perché nel 1833 accettò la direzione dei lavori della Sagrada Familia. Durante tutta la sua vita professionale, pur ottenendo diversi altri incarichi, mantenne sempre un’attenzione unica verso questo Tempio e in età adulta affittò una piccola stanza vicino al cantiere, proprio per stare accanto all’opera.
Gaudì fu l’architetto che magnificò la città di Barcellona e da questa venne omaggiato già in punto di morte. Durante il corteo funebre, oltre 30.000 persone l’accompagnarono alla cripta della Sagrada Familia dove riposa in pace.
Nel 2010, Benedetto XVI aveva consacrato la Basilica definendola “un dialogo tra fede e architettura”. “Una chiesa è l’unica cosa che rappresenta il sentire di un popolo, poiché la religione è la cosa più elevata dell’uomo”, disse Gaudì.
Una magnificenza che però richiederà ancora qualche lavoro da fare. Infatti, nonostante siano state sistemate le sei torri centrali del transetto, potrebbero volerci ancora dieci anni per finire il progettoin toto.
“Il mio committente non ha fretta”, diceva sempre Anthony Gaudì e sebbene la sua opera più maestosa e complessa è stata adesso conclusa all’esterno e in altezza, richiede ancora un 30% di lavori interni da svolgere che non sono stati effettuati perché subordinati a dei vincoli e a dei problemi burocratici non ancora risolti.
Resta in dubbio se verrà realizzata una maestosa scala esterna per consentire l’accesso diretto alla facciata, comprensiva di un lungo viale alberato, che però richiederebbe la distruzione di circa due isolati attualmente abitati.




