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CronacaPolitica

Schifani, rischio dimissioni? Convocata la giunta regionale

redazioneredazione
7 ottobre 2026
3 min di lettura
Schifani, rischio dimissioni? Convocata la giunta regionale

Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha convocato per domani mattina la giunta regionale a Palazzo d’Orleans, in cui potrebbe rendere note le sue dimissioni. Nelle scorse ore, Minardo (Forza Italia) aveva lanciato la proposta di un incontro a tre con Antonio Tajani e lo stesso Schifani per risolvere la crisi politica che si è innescata in Sicilia, dopo le dichiarazioni del commissario del partito regionale sul bisogno di una proposta politica nuova, la quale chiuderebbe la porta all’ipotesi del bis alle regionali del prossimo anno.

In caso di dimissioni, la prima finestra utile per andare al voto sarebbe il 13 dicembre e fino a quella data il governo si limiterebbe all’ordinaria amministrazione. Niente manovra di stabilità a fine anno e Regione in esercizio provvisorio, con spesa compressa e problemi di non poco conto durante i mesi cruciali della campagna elettorale. Sul piano politico, il voto a dicembre avrebbe inoltre un effetto diretto sui deputati regionali al primo mandato, perché la soglia previdenziale dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno matura solo a maggio 2027. Sciogliere l’Assemblea in anticipo significherebbe quindi interrompere la legislatura prima della maturazione del requisito pensionistico per molti parlamentari.

In merito alla situazione politica che interessa il presidente della Regione Renato Schifani e il futuro della legislatura regionale è intervenuto anche Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord,

“Il Re Sole è ora il Re Solo. Nessun partito ieri si è stracciato le vesti nell’inviare comunicati di sostegno a Schifani. Qualche mese prima, invece, c’era la gara a chi doveva somministrare metadone politico per tenere in piedi questa situazione. Io vi ho detto da sempre che questa legislatura sarebbe finita in anticipo – afferma De Luca – Il banco è saltato nel momento in cui il presidente Schifani ha fatto circolare la voce che non avrebbe accettato l’incarico al Csm per dimettersi anticipatamente a fine gennaio. Pare che non sia vero che Schifani abbia rifiutato la candidatura al Csm, ma pare che negli ultimi tre o quattro giorni siano venute meno le condizioni per una sua candidatura – prosegue – È ovvio che ci interroghiamo se siano venute meno le condizioni per cause politiche o per cause non politiche. Questo non sta a me stabilirlo, anche perché a me non interessa. A me interessa il fatto politico. Già era stato stabilito da due-tre mesi, in termini definitivi – dice – , che non ci sarebbe stato lo Schifani bis e che la buonuscita del presidente Schifani sarebbe stato il Csm. Nel frattempo si è rotto qualche meccanismo e quindi quella strategia non può più essere messa in atto”. Per De Luca “Schifani non ci farà questo regalo di dimettersi subito. Io accenderei dieci ceri a tutte le patrone e alle nostre Madonnine se ciò si verificasse. Non lo farà perché, se si slegano le elezioni regionali dalle politiche, sarà il Vietnam per il sistema, non c’è discussione. È ovvio che il quadro politico cambia radicalmente” – ha concluso De Luca.
   

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