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Economia

Tassa di soggiorno e governo dei flussi turistici: l’appello di Cna Catania

redazioneredazione
19 giugno 2026
3 min di lettura
Tassa di soggiorno e governo dei flussi turistici: l’appello di Cna Catania

“Una tassa pagata dai turisti deve tornare al turismo. È questo il principio semplice che dovrebbe guidare ogni scelta relativa all’utilizzo dell’imposta di soggiorno”. È la posizione di CNA Catania dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale della rimodulazione della tassa di soggiorno e alla luce del dibattito che si è sviluppato sulla destinazione delle relative risorse.

“Non si tratta di una polemica politica né di una contrapposizione con l’Amministrazione comunale. Il tema è un altro: garantire che le somme versate dai visitatori vengano utilizzate per rafforzare l’attrattività della città, migliorare i servizi turistici, valorizzare il patrimonio culturale e sostenere lo sviluppo di una delle filiere economiche più importanti del territorio”.

Negli ultimi anni Catania ha registrato una crescita significativa dei flussi turistici e una progressiva apertura verso i mercati internazionali. Una crescita che coinvolge non soltanto le strutture ricettive, ma anche artigiani, pubblici esercizi, operatori culturali, imprese dei servizi, produzioni identitarie e attività legate all’accoglienza.

«Per questo riteniamo che la tassa di soggiorno debba essere considerata una vera e propria leva di sviluppo territoriale e non una semplice entrata di bilancio. Più il turista trova una città accogliente, organizzata, pulita, sicura e ricca di esperienze autentiche, maggiore sarà il beneficio economico per l’intera comunità».

CNA Catania richiama inoltre l’attenzione sulla necessità che ogni scelta relativa all’utilizzo del gettito sia accompagnata dalla massima trasparenza e da una verifica puntuale della coerenza con le finalità per cui l’imposta è stata istituita.

“Non è una questione formale. È una questione di credibilità delle istituzioni e di corretto rapporto con chi contribuisce a finanziare questi interventi. Le imprese e gli operatori della filiera turistica hanno il diritto di sapere come vengono impiegate le risorse e quali risultati producono per la città”.

Da tempo CNA Catania propone di utilizzare una parte del gettito per sostenere progetti capaci di generare ricadute economiche diffuse sul territorio. Tra questi il “cashback culturale”, finalizzato a creare un circuito virtuoso tra visitatori, beni culturali, botteghe artigiane, produzioni identitarie ed esperienze turistiche.

Mentre CNA Catania è impegnata a promuovere il territorio nei principali appuntamenti nazionali e internazionali dedicati al turismo – a partire dal TTG Travel Experience di Rimini – e a portare nel territorio buyer internazionali attraverso il progetto “True & Taste Sicily”, riteniamo che questa debba essere l’ambizione condivisa: utilizzare le risorse generate dal turismo per rendere Catania sempre più attrattiva, competitiva e capace di generare opportunità per imprese, lavoratori e cittadini.

CNA Catania richiama infine l’attenzione sulle preoccupazioni espresse da guide turistiche e operatori culturali rispetto al rischio di una crescita non governata del fenomeno turistico. L’aumento delle presenze deve tradursi in benefici diffusi per il territorio e non in una progressiva omologazione dell’offerta urbana. Per questo è necessario investire in programmazione, tutela dell’artigianato e del commercio di prossimità, valorizzazione dei beni culturali e miglioramento dei servizi, affinché il turismo contribuisca concretamente alla qualità della vita dei residenti e alla competitività della destinazione.

Su questo terreno CNA Catania continuerà ad avanzare proposte concrete e a offrire il proprio contributo al confronto pubblico, nella convinzione che le migliori politiche di sviluppo nascano dall’ascolto, dal dialogo e dalla capacità di costruire una visione condivisa per il futuro della città.

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